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da “La Voce del Popolo” di Fiume

di Erika Barnaba

Slavica Oplanić racconta che cosa significhi per lei creare e dipingere opere non solo estetiche. Attraverso i suoi dipinti, l’artista istriana continua a esplorare nuove possibilità e donare al mondo frammenti della sua inesauribile ispirazione

La passione per l’arte, la ricerca continua di nuove espressioni e il legame profondo con la propria terra sono alcuni dei tratti distintivi di Slavica Oplanić, artista istriana nata nel 1956 a Umago, il cui talento ha saputo fiorire in un intreccio di esperienze, viaggi e sperimentazioni, conquistando recentemente il primo posto alla 57esima edizione del Concorso d’arte e di cultura “Istria Nobilissima” nella categoria Arti visive, Premio “Romolo Venucci”, Sezione Pittura, scultura, grafica con l’opera “Sardoni sale, sardoni sole”. La giuria ha premiato la sua capacità di trasformare un soggetto della tradizione in una composizione astratta e materica, confermando ancora una volta il valore della sua ricerca artistica.

Una divulgatrice artistica
La pittura di Oplanić è un continuo dialogo tra tradizione e innovazione. Le sue opere sono caratterizzate da un’armoniosa fusione di colori e materiali, con una predilezione per l’acrilico, l’acquerello e le tecniche miste, che le permettono di esplorare e reinventare il mondo che la circonda, con una ricerca artistica che si sviluppa attraverso cicli tematici, ciascuno dei quali rappresenta un viaggio emozionale e sensoriale. La sua passione l’ha portata a partecipare a numerosi progetti nazionali e internazionali, con un impegno costante nella divulgazione artistica. Oltre a essere una pittrice eclettica, Slavica Oplanić è anche una figura chiave nella scena artistica istriana. È membro storico della sezione artistica della CI di Cittanova, dell’Associazione artistica di Parenzo ed è fondatrice e presidente dell’Atelier Agata di Cittanova. Per anni ha guidato e organizzato laboratori creativi per bambini e adulti, trasmettendo il suo sapere e la sua sensibilità a chiunque volesse avvicinarsi all’arte. Ha partecipato attivamente a numerose colonie artistiche e progetti comunitari. Il suo impegno e talento sono stati riconosciuti attraverso oltre 35 premi e menzioni d’onore ricevuti in concorsi artistici. Ha esposto le sue opere in più di 200 mostre collettive in diversi Paesi europei e ha allestito diverse mostre personali. Le sue opere fanno parte oggi di collezioni private in tutto il mondo. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla per conoscere meglio la sua ispirazione, il suo percorso e i suoi progetti futuri.

Può raccontarci la storia e l’ispirazione dietro l’opera vincitrice?
“Il dipinto è nato in occasione del concorso Ex Tempore di Barcola 2024, dove ha vinto il primo premio. Trieste, come l’Istria, ha una ricca tradizione legata al mare e alla pesca, e i sardoni (alici) sono uno dei miei piatti preferiti, motivo per cui ho scelto nuovamente questo tema. Durante la creazione, l’idea iniziale ha subito diverse trasformazioni. Inizialmente volevo rappresentare i sardoni in mare, nel loro ambiente naturale, ma poi ho pensato di disporli su un piatto. Neanche questa soluzione mi convinceva del tutto. Avevo poco tempo e, mezz’ora prima di consegnare l’opera, ho deciso di immergerli nel sale, in modo immaginario. In quel momento ho capito che il quadro era finalmente completo e che aveva trovato la sua forma definitiva”.

Errori e opportunità
Come ha sviluppato l’approccio definito dalla giuria?
“Utilizzo molto la spatola, uno strumento che mi permette di sperimentare e di creare giochi di texture e profondità. Lavoro il colore a strati, aggiungendo e togliendo materia, fino a ‘estrarre’ la forma desiderata. Nel caso dei sardoni, volevo che emergessero in modo quasi istintivo, come se fossero ricordi impressi sulla tela. Gli ‘errori’ nel processo creativo spesso si trasformano in nuove opportunità: lascio spazio all’imprevisto che a volte porta a soluzioni inaspettate e più intense di quelle progettate inizialmente”.

Cosa ha significato per lei la vincita di questo premio?
“Partecipare a questo concorso è stata per me una nuova sfida e una conferma del mio percorso artistico. Sono molto felice e soddisfatta, perché ricevere un riconoscimento così importante nel territorio in cui vivo e lavoro è sempre difficile e prezioso”.

Il suo percorso artistico è caratterizzato da una forte sperimentazione. Come è cambiata la sua arte negli anni?
“La mia arte è cambiata moltissimo nel tempo. Ho frequentato diversi corsi di formazione, ho sperimentato tecniche differenti e cercato il mio linguaggio espressivo ideale. Oggi mi sento più sicura, più libera di osare, combinare, sognare. Dipingere per me significa lavorare a strati, giocare con forme e colori, creare opere che non siano solo estetiche, ma che raccontino una storia e trasmettano emozioni autentiche”.

Nuovi cicli tematici
Ci sono artisti o movimenti che hanno influenzato il suo stile e la sua ricerca artistica?
“Amo viaggiare e visitare musei e mostre. Nel mio percorso artistico mi sono ispirata a diverse correnti, in particolare all’Impressionismo e all’Espressionismo, ma anche ad artisti meno noti che ho avuto il piacere di scoprire lungo il cammino. Ora desidero lavorare a nuove opere e a una mostra personale, creando nuovi cicli tematici che diano continuità alla mia ricerca artistica”.

C’è un sogno artistico che ancora vorrebbe realizzare?
“Non ho un sogno preciso, ma vorrei continuare a creare e a vivere l’arte senza il peso del tempo. Mi piace l’idea che i miei quadri possano diventare storie nelle case di chi li possiede, e che chi li osserva possa trovare in essi un proprio significato personale. Mi sento fortunata perché, attraverso l’arte, posso esprimere emozioni uniche e creare qualcosa che rimarrà anche dopo di me”.