da “La Voce del Popolo” di Fiume
di Ornella Sciucca
L’ex alunna della SEI «Gelsi» di Fiume racconta quali sono le radici della sua passione e le emozioni che l’hanno spinta a mettersi in gioco nell’interessante esperienza
Esiste un fascino sottile e potente nella curiosità giovanile, una forza creativa che si nutre di sperimentazione e meraviglia. Partecipare a un concorso non è soltanto un’opportunità per mettersi alla prova, bensì una piccola avventura, la cui bellezza risiede nella libertà di esplorare, nel coraggio di esprimersi senza filtri e nella gioia di condividere la propria visione con il mondo. In questo spirito di ricerca e passione, Hannah Rudić si è distinta nella 57esima edizione del Concorso d’Arte e di cultura “Istria Nobilissima”, conquistando il premio “Adelia Biasiol” nella Sezione Giovani della Categoria Arti visive.
La sua opera – “Senza titolo” – ha colpito la giuria grazie a una raffinata sintesi tra sensibilità contemporanea e richiami alla tradizione, dando vita a un vaso che sembra respirare la memoria degli antichi manufatti. La scelta di forme organiche e di tonalità ispirate alla terra racconta non solo una visione estetica, ma un legame profondo con la materia e con la storia che essa porta con sé. Abbiamo incontrato la talentuosa liceale per comprendere il motore della sua creatività, le radici della sua passione e le emozioni che l’hanno spinta a mettersi in gioco in questa interessante esperienza.
In tale contesto, ci ha raccontato di avere scoperto l’amore per la creazione artistica da piccolissima, “quando iniziai a incuriosirmi agli spilli da cucito con la testa colorata, che disponevo in vari modi e con i quali creavo veri e propri quadretti, tantoché mia madre temeva costantemente che me li mettessi in bocca. Più in là, all’età di circa quattro anni, mentre frequentavo l’asilo, mi affascinava la plastilina, con cui dapprima giocavo e dopo imparai a realizzare svariate sculturine di animali. Prediligevo quelle di cani, gatti e topini, nonché ogni volta la maestra si sorprendeva e mi lodava. Successivamente, presso la Scuola elementare italiana “Gelsi”, il mio amore per l’arte esplose, concretizzandosi nell’ambito del gruppo artistico guidato dalla professoressa Tea Paškov”.

Foto: IVOR HRELJANOVIĆ
Soddisfatta della scelta fatta
Che cosa ti attirava in seno allo stesso e come hai proseguito il tuo percorso?
“Si trattava di un’attività opzionale che seguivo dopo le lezioni e dove stavo molto bene, anche grazie ai modi di fare e agli stimoli dell’insegnante Tea… Nell’ambito dello stesso generalmente completavamo i lavori iniziati durante le ore di arte o lavoravamo con l’argilla, il che mi appassionava tantissimo. Mi piaceva talmente tanto che, invece di aspettare in stazione, quando perdevo l’autobus per andare a casa, in attesa del prossimo (o di quello dopo) ci ritornavo e continuavo con l’attività iniziata. A seguire, conclusi gli studi elementari, mi sono iscritta alla Scuola di Arti applicate di Fiume, dove attualmente frequento la prima classe. Nonostante i dubbi e i timori relativi alla scelta dell’istituzione, tra le quali avevo considerato anche la SMSI, oggi sono felice in quanto circondata da un bel gruppo di amici, sto imparando, oltreché quella applicata, anche la parte teorica inerente alle creazioni artistiche, facciamo disegno classico (a matita, inchiostro e penna e altri), pittura, lavoriamo con l’argilla e tanto altro. Malgrado non abbia ancora le idee completamente chiare riguardo al futuro e non posso dire di immaginarmi chiaramente come un’artista, al momento sono molto soddisfatta”.
Com’è nato il lavoro che hai inviato al Concorso?
“Considerato che mia mamma e io amiamo i manufatti antichi, l’idea era di realizzare una versione moderna di un vaso con quelle caratteristiche, una specie di anfora. In sostanza, avevo immaginato il design, così come alcuni dettagli, leggermente diversi dal risultato finale, ma l’argilla è così, in qualche modo si modella e si esprime da sola. Quindi, l’ho assecondata e devo ammettere di essere rimasta contenta, tantoché quando l’insegnante Tea l’ha vista mi ha suggerito di mandarla a ‘Istria Nobilissima’. Non conoscevo il Concorso e non mi aspettavo assolutamente nulla, per cui alla notizia di avere vinto il premio sono stata felicissima e ho sentito un forte stimolo a continuare a creare”.
L’astrazione della libertà
Dove prendi ispirazione per quello che crei?
“Un po’ ovunque, ma soprattutto su Internet. Dopo che qualcosa mi ispira, la mia mente comincia a immaginare lo stesso modello realizzato in modo diverso, con altri colori, stili e particolari. In questo contesto, ho creato svariati piatti, ciotole, vasi, tazze, come pure figure di sirene, maialini e simili. Durante il processo creativo le idee arrivano con grande naturalezza”.
Cosa succede nel caso qualcosa non ti soddisfi pienamente?
“Può accadere. Nella scuola elementare, se una creazione si rompeva, la incollavamo. Per quanto concerne la modellazione plastica al liceo, dove non c’è spazio per trattenere tutte le opere, rispettando la sfera della sostenibilità, le comprimiamo di modo che possano essere riciclate e riutilizzate. In ogni caso, l’espressione artistica richiede molta pazienza, la quale non mi è estranea. L’unica cosa che talvolta mi fa un pochino innervosire è il lavoro relativo alle misurazioni delle argille, che non mi piace, ma considerando che l’insegnante è amante dell’astrazione della libertà, in linea di massima anche quello è tranquillamente fattibile”.