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da “La Voce del Popolo” di Fiume

di Helena Labus Bačić

Lo studente della quarta classe della SMSI di Fiume si è imposto con la fotografia nella quale ritrae una delle sue band preferite

All’ultima edizione del Concorso d’arte e di cultura “Istria Nobilissima”, uno dei vincitori del Premio giovani “Adelia Biasiol” nella Categoria Arti visive è Dominick Kreuzer, che si è imposto con la fotografia “Grandi artisti italiani”. La motivazione del premio recita “resa dinamica dell’atmosfera rock con richiami acquarellati”. Il giovane Dominick, studente della quarta classe della Scuola media superiore italiana di Fiume, triestino di nascita, si distingue per la sua dedizione al nuoto, che pratica con grande serietà conseguendo degli ottimi risultati, come pure per il modo saggio con il quale si approccia alle sfide del nostro tempo, mentre tra i suoi tanti interessi, in primo luogo la musica, c’è anche quello per la moda.

Scatti con il telefonino
“Ho fatto tre foto di un concerto di uno dei miei gruppi preferiti, i Måneskin, e siccome si tratta di artisti di maggior rilievo oggi in Italia, ma anche a livello mondiale, ho deciso di partecipare con questi scatti al concorso ‘Istria Nobilissima’ – ci ha spiegato nell’ambito di una breve intervista –. Mi è piaciuto tantissimo il modo in cui era stato organizzato il palcoscenico e i giochi delle luci. Dinanzi a me c’era una grande folla, per cui per ogni singolo scatto ho dovuto saltare in aria e schiacciare il tasto del telefonino al momento giusto. Successivamente, ho elaborato le foto applicandovi dei filtri per modificare un po’ la composizione dei colori, ma infine ho capito che la più interessante fosse quella in bianco e nero, nella quale si vedono le sagome di tutti e quattro i membri del gruppo sul palco, i fasci di luce, mentre l’immagine è caratterizzata da un forte contrasto tra il bianco e il nero.
Per me non è la prima partecipazione a ‘Istria Nobilissima’, in quanto già l’anno scorso avevo ottenuto una menzione onorevole, sempre per la fotografia. Ad ogni modo, è la prima volta che ho vinto per un lavoro del genere, in quanto nella vita non ho molti legami con l’arte. Sono un atleta e ho altri interessi, per cui per me è stato bello vedere che in un ambito nel quale sono uno ‘straniero’ sono comunque in grado di fare qualcosa di bello”.

La tua storia è un po’ particolare, in quanto vieni da Trieste, ma studi a Fiume.
“Sono nato e ho fatto la scuola elementare a Trieste, mentre a Fiume sono venuto a studiare alla Scuola media superiore italiana, dove frequento il quarto anno dell’indirizzo scientifico. Ho dedicato tutta la mia vita al nuoto, ma sono stato sempre molto attratto dall’arte, anche grazie ai miei genitori che mi hanno sempre fatto ascoltare tantissima musica, mentre mio padre era pure un fan della fotografia. Tutta la mia famiglia si dedicava allo sport, ma anche all’arte. Pure io mi occupo di musica, in quanto faccio parte di un duo e ora stiamo preparando un album”.

Come mai la decisione di frequentare la scuola media superiore nel capoluogo quarnerino?
“Mia mamma è originaria di Fiume e pure lei ha frequentato il Liceo. Da sempre mi raccontava come l’SMSI fosse una scuola molto bella, di qualità e soprattutto, rispetto alle scuole che mi erano proposte a Trieste, che fosse molto meglio sia dal punto di vista del programma offerto sia da quello del rapporto con gli insegnanti, nonché delle attività extracurricolari e delle numerose gite alle quali prendiamo parte. D’altro canto, siccome mio padre è tedesco e mia madre è croata e non avendo di conseguenza la cittadinanza italiana, in Italia non potevo competere in alcune gare di nuoto a livello internazionale. Volevo continuare a occuparmi seriamente di nuoto e a frequentare una buona scuola, per cui decisi di venire a Fiume. Per quanto riguarda il rapporto con gli insegnanti, qui rispettiamo i professori, ma anche loro rispettano noi giovani. Sono molto comprensivi e flessibili. A volte mi succede che per due settimane non possa frequentare le lezioni perché mi trovo in un camp di preparazione, ma gli insegnanti mi aiutano. Vorrei continuare la mia formazione andando a studiare business management, in quanto la mia famiglia gestisce un’azienda. Mi piace tanto il lavoro che fanno i miei e vorrei un giorno contribuire”.

Ti piace uscire con i tuoi amici nel tempo libero? Come si divertono i giovani oggi?
“Non sono in grado di parlarne tanto perché non sono uno di quelli che esce. Ci sono i festaioli, che escono ogni weekend, mentre altri sono molto più tranquilli e preferiscono stare a casa a giocare ai videogiochi tra di loro. Io sono nel gruppo di quelli che stanno a casa, in quanto a noi che ci occupiamo di nuoto è sconsigliato uscire perché rischiamo di ammalarci, di farci male, ecc. Ritengo che la gioventù di oggi si trovi in un periodo strano e vedremo come saremo tra vent’anni”.

Immagino che anche tu usi i social. Secondo te sono utili e connettono le persone, oppure si tratta di un mezzo alienante?
“I social sono un’arma a doppio taglio. Come ci possono connettere, così ci possono anche distanziare. Io preferisco stare più lontano dai social perché amo interagire con le persone dal vivo. Ritengo che i giovani debbano essere molto cauti e usare i social in maniera intelligente perché è facile commettere un errore che potrebbe costare loro molto caro. Sono del parere che sarebbe opportuno evitare i social fino all’età adulta, anche perché lì si vedono tantissime cose poco realistiche che influiscono molto sui giovani, a partire dalle apparenze e dagli standard fisici impossibili ai challenge pericolosi, ma dall’altro canto possono essere una via di fuga da una realtà opprimente”.

Che cosa ti rende felice?
“Ho ragionato tanto su questa domanda perché ho voluto creare un ambiente positivo intorno a me e ho concluso che mi rendono felice la mia famiglia, lo sport, la scuola, parlare con le persone, l’arte, Fiume quando c’è il sole e fa caldo. La felicità per me non sono gli oggetti”.