Sito ancora parzialmente in costruzione

da Radio Capodistria
 
Si cerca una soluzione per il seggio del rappresentante della minoranza slovena nel Parlamento italiano
 
In visita a Roma il presidente della Camera di Stato slovena, Igor Zorčič. In programma incontri con i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Casellati. Tra gli argomenti in agenda, minoranze e rafforzamento dei rapporti tra Slovenia e Italia. Zorčič è accompagnato dal deputato al seggio specifico per la Comunità Nazionale Italiana al Parlamento di Lubiana, Felice Žiža.
Tra gli argomenti su cui i delegati di Italia e Slovenia si sono confrontati, quello della rappresentanza della componente della Comunità slovena al Parlamento italiano. Queste le parole di Žiža: “La soluzione credo si debba trovare, anche per questo il presidente della Camera di Stato Igor Zorčič ha deciso di venire a far visita al suo omologo Fico, quindi Presidente della Camera dei deputati, ma anche alla presidente Casellati, al Sottosegretario al Ministero degli Esteri, Scalfarotto. Abbiamo incontrato anche il Presidente della Prima Commissione costituzionale della Camera, il signor Brescia ed anche l’onorevole Bianchi, che è presidente del Gruppo di Lavoro italo-sloveno, che sicuramente, dopo i colloqui che abbiamo avuto oggi, giocherà anche lui una parte fondamentale nei contatti tra i due i parlamenti, con il coinvolgimento anche del gruppo nazionale sloveno in Italia. La soluzione non sarà semplice, perché il sistema costituzionale italiano è, dal punto di vista dei diritti alle minoranze, strutturato in maniera diversa da quella che è la Costituzione slovena. Quindi per dare un seggio garantito alla Comunità Nazionale slovena, anzitutto bisogna aprire nuovamente la Costituzione, proporre, dibattere e poi accettare con i voti che in genere servono, quindi due terzi della maggioranza. Quindi è poco proponibile, ma è proponibile, perché insistendo anche su questo punto, si può anche arrivare, ma sarà un discorso un attimo più lungo da fare. Eventualmente esiste anche la possibilità, che la Slovenia ha, del doppio voto, ed è anche l’unico stato in Europa che ha il doppio voto per le minoranze italiane ed ungherese. Quindi sarebbe forse anche un bel gesto, da parte dell’Italia, iniziare una nuova strada con il diritto garantito al seggio con la possibilità anche del doppio voto, per poi, in qualche modo, segnare la strada anche per altri Stati europei nell’ambito dei diritti delle minoranze. Anche se non abbiamo ricevuto nessun tipo di garanzia in questa direzione, quindi percorrendo questa strada, ma non l’hanno esclusa a priori, hanno solo detto che è difficilmente perseguibile. Invece, quello che hanno fatto bene, direi, le due associazioni slovene, la SSO e la SKGZ, assieme alla Slovenska Skupnost, che è il loro partito che unisce tutti gli sloveni, hanno fatto una proposta unica, che è sicuramente saggio, anche se non tutti gli sloveni sono d’accordo e quindi hanno ottenuto gran parte delle firme degli sloveni, ma non di tutti. Ma, aldilà di questo, questa proposta oggi ha iniziato la sua procedura parlamentare con l’elaborazione e lo studio nella Commissione per gli Affari Costituzionali. Quindi il presidente della Commissione, il signor Giuseppe Brescia ha un ruolo molto importante in questa fase. Bisognerà lavorare con tutti gli attori che sono stati elencati prima, quindi i vari presidenti, tutti assieme gli sloveni, la Slovenia stessa, in qualche modo mi hanno tirato in ballo ed io sicuramente darò una mano, per quanto sarà possibile. Lavorerò per aiutare la Comunità Nazionale Slovena, amica della Comunità Nazionale Italiana in Slovenia. Quindi speriamo che questa loro proposta, di non far più parte dei partiti politici, ma essere​ una specie di partito messo tra i vari partiti, con la possibilità poi di scegliere una preferenza tra i candidati che verranno proposti dalle varie liste, di entrare dentro con un limite del 1% di elettori. A grosse linee è questa la loro proposta e questa potrebbe essere realizzabile in maniera molto più semplice che non il cambiamento e la modifica costituzionale. Quindi questa proposta sul tavolo serve a modificare la legge elettorale, che è molto più semplice, molto più veloce e non ha bisogno dei due terzi dei voti della maggioranza della Camera“.
Lei auspica che il Governo italiano istituisca un organismo permanente che si rapporti con la minoranza italiana di Slovenia e Croazia?
Sì, me lo auspico. Oggi ne abbiamo parlato con il Sottosegretario Scalfarotto e col ministro Celeste. Anche questa possibilità non è realizzabile immediatamente, anzi va dibattuta, vanno fatti vari confronti su questo argomento. La prima occasione ce l’avremo nel mese di novembre, quando il Sottosegretario Scalfarotto dovrebbe venire a Trieste, in visita all’UPT. Ha affermato che non mancherà di invitare anche i vertici della Comunità Nazionale Italiana che rappresentiamo e quindi saremo a colloquio con lui, tra breve proprio per vedere su come organizzare e come costruire questa possibilità. Chiaramente in questo momento è lui il nostro punto di riferimento. Per ogni difficoltà ed ogni sfida che ci troviamo ad affrontare andiamo a contattare lui ed a contattare il ministro Celeste. Per il futuro, speriamo effettivamente di arrivare ad una soluzione simile a quella della minoranza slovena in Italia al Parlamento sloveno, quindi sia una commissione parlamentare alla Camera di Stato, sia una commissione governativa presso il Governo, per non dire anche del Ministero dedicato agli sloveni all’estero; ma il Ministero l’Italia sicuramente non lo istituirà, perché ha un’altra realtà, un altro modo di lavorare ed ha già tantissimi altri ministeri e tante altre difficoltà. Sono due realtà diverse. Chiaramente è auspicabile, ci lavoreremo e speriamo di arrivarci, anche perché lo stesso Sottosegretario Scalfarotto si rende benissimo conto che oggi esistono tre realtà di Comunità Nazionale Italiana autoctona all’estero: una in Slovenia, una in Croazia, che sono unite dall’ associazione unitaria dell’Unione Italiana, ma c’è anche la Comunità Italiana autoctona in Montenegro. Quindi ci sono tre realtà che devono confrontarsi e lavorare, che hanno tre costituzioni e tre sistemi legislativi completamente differenti tra di loro, con rappresentanze, con competenze, con organi, che rappresentano la Comunità Nazionale tra Slovenia Croazia e Montenegro completamente diversi tra loro. Chiaramente noi auspichiamo, e l’ho ribadito più volte al Sottosegretario Scalfarotto, che l’unitarietà dei nostri soci, dei nostri connazionali, delle nostre comunità, deve essere assolutamente forte e dobbiamo lavorare e dirigerci tutti nello stesso senso. Devono stare insieme, sentire questo senso di appartenenza alla Comunità Nazionale Italiana, avere come punto di riferimento la madrepatria, la Repubblica Italiana, ma un’altra cosa è avere qualche organo permanente, amministrativo, burocratico e politico che ci dia la possibilità di intervenire in qualsiasi momento presso la Repubblica Italiana”.
Avete parlato anche del nodo dei finanziamenti all’Unione Italiana?
No questo argomento non l’abbiamo affrontato, anche perché non è sicuramente di mia competenza e quindi non è stato toccato”.
Davide Fifaco